Passazh Arcade è una galleria commerciale incastonata nel cuore del Nevskij Prospekt. Il suo tetto di vetro lungo 180 m fu lo stupore dei pietroburghesi quando aprì le sue porte nel 1848. Era il primo esempio nella città. Sebbene vendesse beni di lusso una grande folla di persone si accalcò per vedere il negozio più alla moda dell’Impero russo.

Era molto di più di un semplice centro commerciale nelle intenzioni del suo proprietario, il conte Essen-Stenbock-Fermor. Doveva essere anche un centro della vita culturale e sociale. Oltre ai negozi ospitava un museo anatomico, una sala concerto, un cinematografo e un teatro.

Piccola e delicata! Il tetto di vetro crea una luminosità quasi diafana che mette in risalto il bel pavimento bianco con decorazioni azzurre e i montanti di legno chiaro dei negozi che si affacciano sul corridoio.

Lo stile è quello tipico dei Passages parigini sorti in gran quantità nel primo trentennio del XIX secolo. Erano delle passeggiate coperte, realizzate con strutture metalliche e coperture di vetro, destinate allo svago borghese. Con negozi, ristoranti, cinema e teatri.

La moda in Europa si diffuse ben presto. La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano è del 1860. A Torino ce ne sono tre: la Galleria Subalpina, la Galleria Umberto I (vicino al famoso mercato di Porta Palazzo) e la Galleria San Federico. A Mosca il Petrovskij Passage e i famosissimi GUM. Ma sono tutti più tardi del Passage Arcade di San Pietroburgo

Una curiosità su questa galleria. Avete mai letto il capolavoro di Bulgakov, Il Maestro e Margherita? Se non lo avete fatto è un sacrilegio, per me uno dei più bei romanzi di sempre. Del libro è stata fatta una serie, totally made in Russia, fedelissima. Siamo a Mosca, e nella famosa scena dello spettacolo di Woland (niente meno che il Diavolo) al Teatro Varieté compare la piccola galleria pietroburghese. Strano che i registi abbiano scelto lei invece dei moscoviti magazzini Gum!