In sé Sergiev Posad non ha un granchè da offrire, tutto ruota intorno alla Lavra della Trinità di San Sergio, che può essere considerata una specie di Assisi ortodossa. Ma dal punto di vista storico-culturale è un centro importantissimo della Russia europea.

La Lavra fu fondata da San Sergio di Radonez intorno alla metà del 1300 e sarà destinata a diventare il maggior centro religioso del Paese e meta di pellegrinaggio ancora oggi. Le spoglie del Santo sono custodite nella chiesa della Santa Trinità. L’atmosfera mistica che si respira al suo interno tocca corde intime e infonde una sensazione di pace anche in chi non è credente. Per fortuna all’interno non si possono fare foto e tutto quello che devi fare è goderti la sensazione.

Per tutto il giorno si susseguono canti e preghiere, i fedeli attendono ordinatamente in fila il loro turno per baciare le reliquie del Santo, le donne hanno il capo coperto, si sente un rumore leggero di passi continuo. Non c’è illuminazione artificiale, ma solo candele che rischiarano le icone dipinte dal grande maestro Andrej Rublev e dalla sua scuola.

San Sergio è considerato il padre spirituale del monachesimo del nord della Russia, promotore del movimento dei pustynniki (da pustynia пустыня = deserto) o eremiti delle zone desertiche (che in Russia erano le steppe e le foreste del nord). Fu a lui che, il gran principe di Mosca Dimitrij, si ispirò per la sua politica di unione e liberazione nazionale.

A lui si rivolse per ottenere la benedizione delle truppe russe alla vigilia della vittoria di Kulikovo Pole (il campo delle Beccacce). E furono proprio i monasteri protagonisti del movimento di liberazione della Rus’ dal giogo tataro.